Amazzonia, un Sinodo che ci chiede di cambiare

Domenica 28 ottobre si è chiuso il Sinodo sull’Amazzonia. Al di là delle varie letture che sono state fatte cogliendo solo alcuni aspetti isolati, vi è un contenuto per me fondamentale e che riguarda il concetto di conversione. Il Papa ci chiede un cambiamento del modo di vivere e di pensare, a partire dai nostri stili di vita. È quindi un Sinodo rivolto anche a noi, alle nostre realtà. Il Papa ci ha detto: «In questo Sinodo abbiamo avuto la grazia di ascoltare le voci dei poveri e di riflettere sulla precarietà delle loro vite, minacciate da modelli di sviluppo predatori». Allo stesso modo, nell’Angelus, Francesco ha ribadito che non possiamo non sentire il grido degli oppressi.

Allora qui viene chiamata direttamente in causa la nostra responsabilità. Dobbiamo ripartire dai poveri e condividere questo grande dono che ci viene fatto dal Papa. Nuovi stili di vita si fondano su una spiritualità quasi nascosta, che va tirata fuori dalle pieghe delle contraddizioni sociali. Perché lo sguardo sulle diseguaglianze nasce da un immenso amore per l’umanità, un’umanità che deve essere attraversata da sentimenti di giustizia, di fraternità, di non violenza e di pace. La società invece trasuda violenza, il che qualche volta ci dà il segnale anche di una debolezza educativa molto forte, basti pensare al dramma delle dipendenze che attornia in modo particolare i giovani.

Immergersi in tutto questo vuol dire far proprio un ascolto che poi produce continuamente sentimenti di cambiamento, che deve lasciare tracce anche nella storia che viviamo. Il Sinodo è rivolto a tutta l’umanità così come l’enciclica Laudato Si’ è rivolta a credenti, non credenti, persone in ricerca. Raccogliere questi segnali credo sia importante anche per il nostro umile lavoro, semplice e quotidiano. C’è una folla anche qui da noi che preme e che chiede ospitalità e che soprattutto ci consegna il dramma di tante situazioni apparentemente lontane, ma che sono sempre più vicine. Il cambiamento, la conversione, è quanto mai urgente.

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